Un recente intervento della Corte di Cassazione recepisce le indicazioni della Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU), ricordando che le indagini bancarie del Fisco italiano devono rispettare i diritti dei contribuenti e la tutela della privacy sulle informazioni relative ai conti correnti.
La pronuncia della Cassazione arriva dopo che la CEDU ha censurato il sistema italiano per l’assenza di adeguate garanzie in questo senso. Secondo i giudici europei, l’accesso alle informazioni finanziarie deve essere proporzionato alla causa e accompagnato da strumenti di tutela.
Anche se gli accertamenti fiscali sono legittimi, non possono diventare operazioni di indagine indiscriminata in cui i dati relativi ai conti correnti (ad esempio pagamenti, movimenti e così via) vengono messi a repentaglio. Si richiama quindi al rispetto dei principi di proporzionalità, con un equilibrio verso la tutela della privacy, in linea con gli standard europei.

