Il 2026 è un anno cruciale per le Imprese italiane, che sono chiamate a rispondere a due importanti sfide, sempre più centrali per la governance aziendale: gli adeguati assetti organizzativi e l’attuazione pratica dell’AI Act.
Da un lato infatti le più recenti norme richiedono alle Imprese di dotarsi di strutture organizzative, amministrative e contabili adeguate alle caratteristiche e alle dimensioni dell’attività, con l’obiettivo di prevenire le situazioni di rischio e tutelare la continuità aziendale.
Dall’altro lato, l’entrata in una nuova fase di applicazione dell’AI Act europeo impone alle Organizzazioni di utilizzare l’intelligenza artificiale secondo specifici criteri di trasparenza e responsabilità. Un punto centrale è che l’adozione di questa tecnologia non può sostituire il ruolo dell’Imprenditore, di Amministratori, Revisori e Soci.
AI Act: cos’è e quali sono le novità 2026
L’AI Act è il Regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, ovvero un quadro normativo introdotto dall’Unione europea per disciplinare lo sviluppo, la commercializzazione e l’utilizzo dei sistemi AI. L’obiettivo è quello di incentivarne l’utilizzo tutelando allo stesso tempo i diritti fondamentali delle persone, la sicurezza e contenendo i rischi per le Imprese.
Questo regolamento ha un presupposto basato sul rischio: più è alto il potenziale impatto di un sistema di intelligenza artificiale, maggiori saranno gli adempimenti richiesti a chi lo sviluppa, lo fornisce o lo utilizza. A partire dal 2 agosto 2026, le regole dell’AI Act sono diventate operative, con tempistiche di attuazione diverse in base alla categoria di rischio dei sistemi. Le principali novità sono:
- Le Organizzazioni (quindi anche le Imprese) devono dichiarare in modo trasparente all’utente quando viene utilizzata un’intelligenza artificiale, quando i contenuti sono creati con l’AI, quando l’utente sta effettivamente parlando con un chatbot o quando è di fronte ad un deepfake.
- I fornitori di sistemi di General-Purpose Artificial Intelligence (GPAI) possono essere sanzionati se non seguono le linee guida europee attive già dal 2025.
- Anche gli spazi di sperimentazione delle AI vengono regolamentati e posti sotto vigilanza.
Cosa dovrebbe fare un’Impresa alla luce delle nuove norme? Di fatto non basta acquistare un software affidabile e conforme alle regole, ma bisogna sapere nel dettaglio come l’AI viene utilizzata concretamente nell’Organizzazione, ad esempio per automatizzare specifici processi.
Da qui è necessario individuare i rischi potenziali di questi strumenti e definire procedure interne per prevenirli. L’AI Act, quindi, spinge le aziende verso un vero e proprio modello di governance dell’intelligenza artificiale.
Adeguati assetti organizzativi: perché sono sempre più importanti
Anche alla luce delle ultime novità a tema AI, le aziende oggi non possono più rinunciare agli adeguati assetti organizzativi, ovvero all’insieme di procedure, metodi e processi volti a gestire l’Impresa in modo efficace, prevenendo i rischi. Per un’azienda, rispettare gli adeguati assetti significa:
- Seguire le normative italiane, come il D.Lgs. 14/2019 e 83/2022 Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza. Rispettare l’articolo 2086 del Codice Civile, che impone agli Imprenditori di dotarsi di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili in base alla natura e alle dimensioni dell’Organizzazione.
- Monitorare nel tempo l’andamento economico-finanziario dell’azienda, prevenendo i principali rischi, tra cui il default.
- Definire ruoli e responsabilità chiare all’interno della dirigenza e nell’azienda, disponendo di procedure trasparenti e univoche.
- Amministrare nel modo migliore la parte documentale, inclusa la contabilità.
- Definire un sistema di alert nel caso di segnali di crisi, in modo da individuare tempestivamente i pericoli e intervenire prima che possano danneggiare l’azienda.
- Avere un piano definito in anticipo per uscire da un’eventuale situazione di crisi.
Le Imprese oggi si trovano in un contesto complesso e dinamico, in cui digitalizzazione, sostenibilità e volatilità dei mercati richiedono interventi sempre più organizzati. In questo contesto, gli adeguati assetti non devono essere considerati soltanto come un obbligo normativo, ma come strumento per migliorare la stabilità dell’impresa.

Adeguati assetti organizzativi: integrare AI e competenze professionali
L’intelligenza artificiale può offrire un contributo importante alla costruzione e al rafforzamento degli adeguati assetti organizzativi. Grazie alla capacità di elaborare rapidamente grandi quantità di informazioni, l’AI può supportare l’Impresa nell’analisi dei dati, nel monitoraggio e nell’individuazione di anomalie importanti.
Ma da sola, anche se avanzata, questa tecnologia non basta. Come ricorda l’AI Act, la supervisione umana è da mettere al centro di ogni processo. Un algoritmo infatti può segnalare un rischio, ma non sempre è in grado di comprenderne tutte le cause o di valutare dinamiche complesse.
Per questo l’AI è solo un tassello o una base da cui partire. Sarà poi l’intervento umano a verificare l’affidabilità delle informazioni e a gestire eventuali rischi. L’approccio più efficace è quello di integrare questi sistemi come supporto.
Le competenze dei professionisti sono indispensabili quando si parla di adeguati assetti organizzativi. Per le Impese non è necessario solo seguirli e possederli, ma anche dimostrarli. Per questo step ci pensa FOX & PATTON CO.K. con la Certificazione EFRMS 14:2019 di cui è Scheme Owner, con il supporto di Bussola d’Impresa®.
Oggi infatti non basta soltanto affermare di avere adottato gli adeguati assetti organizzativi. Per un’Impresa, poter dimostrare che tali assetti sono effettivamente implementati, monitorati e aggiornati, è un punto di forza.
La Certificazione EFRMS 14:2019 può essere indicata nella Visura Camerale dell’azienda, in modo che Soggetti esterni come Banche, Investitori, Clienti, Fornitori o altri Stakeholders possano concretamente verificare la sua affidabilità e solidità. Un vantaggio competitivo che spesso consente l’accesso più facile al credito e può aprire le porte a nuove possibilità.

