Recentemente il Garante per la protezione dei dati personali si è espresso sul tema della geolocalizzazione dei veicoli aziendali, a seguito di un caso reale sull’uso di sistemi GPS per il personale addetto alla guida. Anche se questi strumenti possono essere utili in alcuni contesti, non devono trasformarsi in un mezzo di controllo da parte del datore di lavoro, soprattutto per ciò che riguarda spostamenti e attività lavorativa.
Con alcuni di questi sistemi infatti è tecnicamente possibile rilevare gli spostamenti dei veicoli aziendali, e quindi dei lavoratori, anche in modo continuativo, ma questo andrebbe a ledere la privacy degli stessi. Controlli di questo tipo possono risultare invasivi rispetto ai dati personali, comportando un vero e proprio tracciamento.
L’impresa quindi è tenuta a utilizzare questi sistemi solo per quanto stretto necessario, minimizzando l’uso dei dati e evitando una raccolta massiva. Il datore di lavoro, per procedere nel modo corretto, deve avviare una valutazione d’impatto su queste tecnologie, preventivamente, in modo da garantire il rispetto della privacy e dei dati personali dei dipendenti.

