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Controlli difensivi sui dipendenti: la Cassazione dice “no” se le prove sono raccolte senza sospetto

La Corte di Cassazione è intervenuta con l’ordinanza del 29 marzo 2026, n.7514, sul tema dei controlli difensivi, ovvero quelli effettuati dai datori di lavoro sui propri dipendenti. La Cassazione ha stabilito che queste verifiche sono legittime solo se sono state avviate in presenza di un concreto sospetto di illecito compiuto dal lavoratore.

Nella pratica, le verifiche sono illegittime (e le prove eventualmente raccolte non possono essere utilizzate neanche dopo) se non vi è un sospetto di illecito. Questa decisione quindi va ad escludere qualunque tipo di sanatoria retroattiva sui controlli effettuati in mancanza di valide basi.

Alla radice di questa decisione c’è la tutela della privacy dei lavoratori, che devono essere sempre informati in caso di verifiche specifiche da parte del datore di lavoro.

Leggi qui l’articolo di Federprivacy.

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