L’annucio dell’arrivo in Italia di una nuova tassa sui piccoli pacchi importati da paesi extra UE ha scatenato le polemiche, ma sull’imposta di 2 euro su tutti i pacchi sotto i 150 euro di valore è arrivato uno slittamento a ottobre 2026. Si tratta di un pagamento aggiuntivo che si somma alla tassa di 3 euro imposta dall’Unione Europea.
Presto quindi chi acquista da paesi extra UE dovrà versare 5 euro in più su ogni pacco arrivato da fuori dall’Europa al proprio domicilio o presso un locker. Oltre a pesare sui consumatori, questo nuovo obbligo di pagamento è visto come un rischio soprattutto per il comparto della logistica, come spiega Confetra (Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica) in un comunicato recente:
“L’handling fee da 2 euro provocherà il crollo di almeno il 50% dei traffici merci e farà perdere 25 milioni di euro allo Stato: chiediamo al Governo di cancellare subito questa tassa per salvaguardare il comparto logistico nazionale.”
Questo è il messaggio inviato da Carlo De Ruvo, Presidente di Confetra, al Ministro dell’Economia e delle Finanze, Giancarlo Giorgetti. Si parla della perdita del 50% delle spedizioni, a favore di altri centri europei che non applicano la tassa aggiuntiva di 2 euro.
Paradossalmente, sostiene Confetra, questa tassa non porterà nuove risorse all’erario, ma una perdita calcolata intorno a 25,5 milioni di euro per minore gettito fiscale. Si attende di capire se ci saranno ulteriori sviluppi.

