Secondo Confesercenti, la crisi nello Stretto di Hormuz presenterà il conto nei mesi centrali dell’anno. Il caro carburanti infatti potrebbe costare complessivamente circa 700 milioni di euro tra il mese di luglio e agosto 2026 per famiglie e piccole imprese.
L’associazione ha analizzato l’andamento dei prezzi dal 4 al 22 luglio, evidenziando aumenti significativi: la benzina è salita di 13,5 centesimi al litro, mentre il gasolio è al centro di un aumento di circa 23 centesimi. Per un pieno da 50 litri, si stima un aumento di circa 7 euro per la benzina e 11 euro per il diesel.
Confesercenti sottolinea che il caro carburante rischia di impattare negativamente sul turismo, proprio nel periodo di maggiore mobilità degli italiani, ovvero le ferie estive. I costi per i rifornimenti potrebbero riflettersi anche su trasporti, traghetti, voli e servizi turistici.

