A seguito di un noto caso in cui una banca è stata multata dal Garante della Privacy per trattamento illecito dei dati, che ha avuto un grosso impatto su 2,4 milioni di clienti, si è amplificata l’attenzione non solo verso le operazioni manuali, ma soprattutto sugli algoritmi bancari che svolgono la profilazione automatica.
Questi sistemi non “rubano” i dati nel senso tradizionale, ma li sfruttano per analizzare comportamenti, abitudini e livello di rischio dei clienti. Questo uso dei dati può avere delle conseguenze concrete, e spesso il consenso informato è debole, con comunicazioni poco visibili, per cui molti non si accorgono di aver accettato delle specifiche pratiche.
Il problema non è solo italiano ma europeo: le banche utilizzano sempre più spesso l’AI per operazioni di marketing predittivo e per decisioni automatizzate. Le autorità stanno iniziando a intervenire con sanzioni e provvedimenti a riguardo, mentre sale la necessità di seguire una compliance mirata.

