La diffusione dell’intelligenza artificiale consente ai lavoratori di semplificare molti processi lavorativi, spesso gratuitamente accedendo a strumenti online come ChatGPT. Ricerche recenti evidenziano che i lavoratori sempre più spesso (per il 77%) utilizzano prompt per le AI che contengono dati sensibili aziendali.
Dati che riguardano contratti, accordi commerciali, procedure, nomi e cognomi di collaboratori, clienti o altre informazioni sensibili. E spesso questo accade senza la supervisione stessa dell’Impresa e senza indicazioni precise sull’uso di questi strumenti.
I rischi in questo caso sono molteplici: le piattaforme hanno sede spesso in paesi extra UE, quindi si parla di una possibile fuoriuscita di informazioni aziendali sensibili, ma un altro problema è quello che questi dati vengano poi utilizzati per addestrare altri modelli AI.
Va ricordato che le Imprese hanno la piena responsabilità anche su questi aspetti: se un dato di un cliente viene inserito in un sistema AI, senza strumenti di protezione, ne risponde comunque l’azienda.

