L’intelligenza artificiale si è diffusa a macchia d’olio nel mondo, evolvendo e imparando dalle informazioni immesse nei sistemi dalle persone. L’ultima frontiera di questa tecnologia è l’AI agentica, ovvero un sistema che può compiere vere e proprie azioni: prenotare un servizio, collegarsi ad altri sistemi informatici, compilare moduli, effettuare operazioni di diverso tipo, interagire con altre AI.
Se da un lato questa tecnologia può trovare applicazione in numerosi campi, dall’altro emergono nuovi rischi, ad esempio collegati alla protezione dei dati e al loro utilizzo da parte di queste macchine. Anche se l’AI Act e il GDPR rimangono le basi normative per questi modelli, emergono problematiche soprattutto sulla titolarità dei dati usati.
In una prima fase, quella in cui l’AI agentica viene usata a livello personale, la titolarità dei dati è della piattaforma che la gestisce. In un secondo caso, quando a usare questa tecnologia è un soggetto giuridico come un’impresa, parte della responsabilità sull’uso dell’AI ricade sul titolare dell’azienda.

