Dal 19 luglio 2026 entra in vigore nell’Unione Europea il divieto per le grandi imprese di distruggere abiti, accessori, calzature e in generale vestiti invenduti. La misura è stata decisa con il Regolamento (UE) 2024/1781 sull’ecodesign dei prodotti sostenibili (ESPR).
Il divieto riguarda i prodotti tessili che non sono stati venduti, per cui le aziende dovranno mettere al primo posto soluzioni come il riutilizzo, oppure la donazione, la riparazione e il riciclo di questi articoli.
L’obiettivo della norma è quello di ridurre gli sprechi e quindi l’impatto ambientale del settore moda in Europa, incentivando modelli di economia circolare e una gestione più sostenibile dell’invenduto. Assoutenti segnala infatti come nel continente ogni anno vengono prodotti circa 12 milioni di tonnellate di rifiuti tessili, un problema che è aumentato con il fast fashion.

