Con il Decreto Legge 30 aprile 2026, n. 62, arriva in Gazzetta Ufficiale il provvedimento sul “salario giusto” proposto dal Governo per rafforzare l’azione dei Contratti Collettivi Nazionali del Lavoro. La misura non va confusa con quello che in alcuni paesi UE è chiamato “salario minimo”.
Viene precisato invece che la contrattazione collettiva è lo strumento idoneo a individuare il salario specifico, che possa garantire ai lavoratori un trattamento economico complessivo adeguato alla quantità e alla qualità del lavoro prestato. L’articolo 7 del decreto specifica anche:
“Si fa riferimento al trattamento economico complessivo definito dai contratti collettivi nazionali stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale”.
L’obiettivo quindi non è quello di uno stipendio standard per tutti i lavoratori, ma è quello di garantire il rispetto dei CCNL di categoria più rappresentativi, limitando le situazioni di dumping contrattuale (applicazione di contratti con remunerazioni inferiori per motivi di risparmio).
Il decreto istituisce anche diversi contributi e incentivi per l’occupazione a favore delle imprese, ma questi sono inaccessibili in caso di mancata applicazione del salario giusto.
Leggi qui il Decreto Legge 30 aprile 2026, n. 62 in Gazzetta Ufficiale.

