Mentre si avvicina la data di attuazione dell’AI Act anche in Italia (dal 2 agosto 2026), si sono svolte presso la Commissione Trasporti e Commissione Attività produttive della Camera le audizioni sul tema della governance dell’intelligenza artificiale.
Dal dibattito è emersa la necessità di stabilire un modello chiaro di gestione in grado di adattarsi alla rapidità dell’attuale evoluzione tecnologica, con l’obiettivo di tutelare i diritti delle persone. In particolare dall’intervento sono emersi alcuni concetti e considerazioni:
- l’attuazione dell’AI Act evidenzia la responsabilità e il ruolo dell’uomo nell’uso dell’AI;
- l’utilizzo dell’IA da parte delle Autorità dedite alla protezione dei dati non dovrebbe diventare uno strumento di esclusione o disuguaglianza;
- la tecnologia cattura ogni momento della vita delle persone, per cui il rischio è quello di avere sistemi progettati nell’interesse di chi li produce e non di chi li utilizza;
- l’AI è destinata a cambiare il modo in cui si lavora e si produce conoscenza e ha impatto su scuola e formazione;
- è necessario introdurre consapevolezza e competenze intorno all’uso dell’AI;
- nella Pubblica Amministrazione è necessario indicare quando e come viene impiegata l’AI;
- l’uso dell’AI presso le aziende con almeno 10 addetti è raddoppiato in un anno (dall’8,2% al 16,4%) e i freni principali allo sviluppo sono: la mancanza di competenze e la mancanza di chiarezza legislativa;
- l’AI introduce molti rischi, tra cui quello legato al diritto di autore.

