Il quadro normativo europeo sulla sostenibilità delle imprese è al centro di una fase di profonda revisione. Con la Direttiva (UE) 2026/470, ovvero il pacchetto Omnibus I, l’Unione Europea interviene in modo significativo sugli obblighi di rendicontazione ESG e di due diligence.
L’obiettivo è quello di semplificare il sistema, riducendo gli oneri amministrativi a carico delle aziende europee, soprattutto nei confronti delle PMI. La novità quindi alleggerisce molte aziende dagli obblighi, ad esempio sulla pubblicazione del Bilancio di Sostenibilità.
Eppure, va ribadito, pubblicare questo bilancio può portare numerosi benefici e vantaggi per le PMI, per cui le Imprese possono comunque adottare criteri ESG e diventare così più competitive sul mercato.
Pacchetto Omnibus I europeo: l’obbligo di rendicontazione
La principale novità introdotta dal pacchetto Omnibus I riguarda la riduzione del numero di imprese soggette all’obbligo di rendicontazione di sostenibilità. Vengono quindi riviste le soglie dimensionali e di fatturato per l’applicazione della norma, che rimane attiva solamente per le realtà di grandi dimensioni.
Ricordiamo che quando si parla di rendicontazione societaria di sostenibilità si fa riferimento al rispetto degli obblighi ESG (Environmental, Social, Governance), concetto legato alle 3P: Pianeta, Persone, Profitto. Questi criteri valutano quanto un’azienda sia sostenibile a livello ambientale, sociale ed etico, in relazione al contesto in cui agisce.
Con il pacchetto Omnibus I europeo, molte imprese che rientravano nel perimetro delle norme vengono escluse dall’obbligo di rendicontazione e comunicazione. Questo rimane attivo solo per le aziende caratterizzate da:
- ricavi netti superiori a 450.000.000 euro;
- numero medio di dipendenti superiore a 1.000.
La rendicontazione di sostenibilità resta quindi obbligatoria sostanzialmente per le grandi imprese, mentre per le PMI diventa volontaria.
Pacchetto Omnibus I: cosa cambia sulla CSDDD
Anche sul fronte della CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive), l’Omnibus I cambia le regole precedenti, andando a restringere il campo di applicazione. Ricordiamo che questa direttiva ha imposto alle aziende degli obblighi di due diligence in materia di sostenibilità, per cui le imprese dovevano agire con determinati metodi per identificare, prevenire e contenere gli impatti negativi del proprio operato sui diritti umani e ambientali.
E questo coinvolgeva non solo la singola attività, ma tutta la supply chain. Il pacchetto Omnibus I ridefinisce le regole, per cui anche qui viene ristretto il perimetro di applicazione, alle realtà che hanno queste caratteristiche:
- ricavi netti superiori a 1.500.000.000 euro (precedentemente 450.000.000 euro);
- numero di dipendenti superiore a 5.000 (precedentemente 1.000);
- per i franchising a licenza, le soglie passano a 75.000.000 euro per diritti di licenza, e 275.000.000 euro per fatturato di rete.
Inoltre viene eliminato l’obbligo di adottare un piano di transizione per mitigare i cambiamenti climatici, che era invece presente nella CSDDD in precedenza. Anche queste modifiche hanno l’obiettivo di semplificare i processi per le imprese riducendo gli obblighi.
Sta quindi alle grandi realtà gestire in modo prioritario la sostenibilità e l’impatto sul territorio, con obblighi serrati che seguono le normative europee. Come vedremo tra poco, per le PMI ci sarà ancora spazio per agire in modo volontario, senza obblighi diretti. Ricordiamo che le nuove misure CSDDD dovranno essere recepite dalle imprese entro luglio 2029.
Perché le PMI dovrebbero comunque fare il Bilancio di Sostenibilità
Nonostante l’assenza di un obbligo diretto, la scelta di redigere un Bilancio di Sostenibilità è un beneficio rilevante per le PMI, perché permette di:
- migliorare i processi interni, grazie a una misurazione precisa degli impatti sull’ambiente e nel contesto circostante;
- individuare le inefficienze operative, utile per ottimizzare i costi e risparmiare sui processi;
- trovare nuove opportunità e ambiti di sviluppo sostenibile.
Allo stesso tempo, il Bilancio di Sostenibilità permette all’Impresa di avere dei vantaggi importanti verso i competitor e in generale nella rete di stakeholders in cui opera:
- maggiore accesso al credito grazie all’integrazione dei criteri ESG nelle valutazioni portate avanti dagli istituti bancari;
- migliore posizionamento sul mercato: anche se i requisiti di sostenibilità non sono obbligatori per legge, possono essere richiesti da grandi committenti;
- rafforzamento della reputazione aziendale: un elemento che porta un impatto positivo sull’immagine dell’Impresa;
- maggiore trasparenza verso stakeholder, clienti e partner: un’azienda che segue criteri ESG e li comunica all’esterno può incrementare facilmente la percezione di fiducia e credibilità;
- aumento della competitività anche in assenza di obblighi normativi.
Effettuare una rendicontazione ESG volontaria incrementa quindi la reputazione dell’azienda a tutto tondo e innova i processi interni, rendendo la PMI più competitiva. FOX & PATTON CO.K. consiglia di procedere con il Bilancio di Sostenibilità anche se questo non è un obbligo di legge diretto, perché nel tempo migliora le performance generali dell’Impresa.
Scopri il Dossier per il Bilancio di Sostenibilità
Un semplice adempimento volontario può trasformarsi in una leva strategica per l’Impresa, soprattutto in un periodo in cui viene richiesta alle aziende la massima trasparenza sul loro operato. FOX & PATTON CO.K. propone un servizio di Redazione del Bilancio di Sostenibilità.
Le aziende si appoggiano così a un servizio professionale che le accompagna nell’individuazione degli indicatori più rilevanti per il settore in cui si muovono, definendo uno schema coerente delle performance ambientali, sociali e di governance dell’Impresa.
Il Bilancio di Sostenibilità va quindi a dimostrare in modo trasparente a tutti gli stakeholders, come Clienti, Fornitori, Banche e Investitori, che l’Impresa è solida, sostenibile e guidata da una buona gestione.
Inoltre, le aziende possono avvalersi della Certificazione EFRMS 14:2019, secondo le nuove disposizioni sulla crisi di impresa e dell’insolvenza (D. Lgs. 14/2019 e 83/2022) per aumentare la propria affidabilità e credibilità sul mercato, grazie alla miglior prevenzione possibile delle situazioni di crisi.

