Il diritto all’oblio garantisce la cancellazione dei propri dati personali dalla rete internet in diversi casi, ad esempio se queste informazioni non sono più necessarie per l’interesse pubblico e collettivo, oppure se il soggetto coinvolto ritira il proprio consenso alla pubblicazione, o per particolari casi di valenza legale.
In queste circostanze, Google deve mettere in pratica una deindicizzazione, ovvero una rimozione dei link attinenti queste informazioni dal motore di ricerca, e da tutte le fonti che ne fanno riferimento.
Non sempre il diritto all’oblio è applicabile, ma un recente intervento della Cassazione, con l’ordinanza n. 6433/2026, ha stabilito che Google è tenuta ad un risarcimento dei danni in caso di ritardi nella deindicizzazione, quando questa è lecita.

