Di redente il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto che riguarda il Registro dei titolari effettivi, che contiene le informazioni sulle persone che controllano o possiedono società e soggetti giuridici.
Secondo la legge, sono obbligate a comunicare questi dati tutte le imprese che operano come soggetti giuridici, come Srl, Spa, Società Cooperative e così via, ma anche soggetti privati come associazioni e fondazioni.
La novità riguarda chi può avere accesso a queste informazioni, per cui, in base alla direttiva UE 2024/1640, questo è consentito solamente a:
- autorità competenti;
- soggetti obbligati alla normativa antiriciclaggio: banche, notai e liberi professionisti;
- soggetti privati con un interesse legittimo e giuridicamente rilevante.
Questa soluzione è quindi un bilanciamento tra esigenze di trasparenza e protezione della privacy. Così va a specificare il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri n.164 del 10 marzo 2026, a proposito di soggetti privati con interesse legittimo:
“È inoltre introdotta una nuova disciplina per l’accesso alle informazioni da parte di soggetti diversi dalle autorità e dai soggetti obbligati, sulla base del criterio del legittimo interesse. Possono accedere ai dati, tra gli altri, giornalisti, enti del terzo settore, università e ricercatori, nonché soggetti che intendano instaurare rapporti economici o finanziari con un’impresa, qualora dimostrino un interesse connesso alla prevenzione del riciclaggio o del finanziamento del terrorismo. La verifica del legittimo interesse è affidata alle Camere di commercio, che decidono entro termini definiti e rilasciano, in caso di esito positivo, un certificato di accesso valido per tre anni.”

