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Greenwashing: pubblicate le modifiche al Codice del Consumo, in vigore dal 24/03/2026

Sono state pubblicate in Gazzetta Ufficiale con il Decreto Legislativo 20 febbraio 2026, n. 30 le modifiche al Codice del Consumo a contrasto del fenomeno del Greenwashing. Si tratta di una particolare tecnica di marketing che va a risaltare i prodotti indicandoli come “eco-friendly” , ma che in realtà nasconde pratiche poco attente all’ambiente, messe in atto da alcune imprese.

Viene affrontata la differenza tra bene materiale (in cui si includono acqua, gas ed energia elettrica) e bene digitale (includendo sia i contenuti che i servizi digitali), portando l’attenzione dei consumatori a qualsiasi messaggio che ha una forma commerciale.

Sono quindi vietate le “asserzioni ambientali generiche”, ovvero quelle diciture che non provengono da alcuna certificazione specifica acquisita dall’azienda o da alcun miglioramento dell’impatto ambientale della stessa. Le novità introducono criteri di valutazione da applicare caso per caso nella constatazione di fenomeni di Greenwashing e di pratiche ingannevoli a danno dei consumatori.

Le modifiche al Codice del Consumo hanno l’obiettivo di sensibilizzare ulteriormente i consumatori sull’argomento e di stabilire confini chiari per le aziende in merito a ciò che è consentito pubblicizzare e cosa invece costituisce una pratica ingannevole. Questo alla luce delle più recenti norme europee in merito all’economia circolare.

Anche l’obsolescenza programmata dei prodotti viene affrontata dalle modifiche, al fine di contrastare un fenomeno che ha conseguenze negative sia per i consumatori, sia per l’ambiente. Le aziende quindi dovranno adoperarsi molto presto per evitare queste pratiche.

Il testo entrerà in vigore dal 24/03/2026: leggi qui il Decreto in Gazzetta Ufficiale.

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