Con l’avvicinarsi della scadenza del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (intorno al 31 agosto 2026), si apre il dibattito sul punto di arrivo rispetto al programma europeo. Tra il 2021 e il 2025, gli interventi finanziati dal PNRR hanno superato i 100 miliardi di euro, rappresentando circa il 30% dell’accumulazione complessiva di capitale in Italia, come conferma la Relazione annuale 2025 di Banca d’Italia.
Le risorse del PNRR hanno sostenuto la domanda interna, contribuendo ad aumentare il livello del PIL di circa un punto percentuale all’anno, negli ultimi 5 anni. Un impatto che ha posto il Piano al centro della crescita economica italiana.
Gli incentivi hanno favorito anche la modernizzazione della Pubblica Amministrazione con procedure più snelle, tempi più rapidi per gli appalti e una maggiore efficienza amministrativa.
Guardando oltre il 2026, il governatore Banca d’Italia, Fabio Panetta, ha evidenziato la necessità di garantire continuità agli investimenti, evitando che la conclusione del PNRR si traduca in una frenata della spesa pubblica e della crescita.

